Giordania. Amman. Boh.

Aggiornamento: 13 mag 2021



Tornando verso Amman, penso a Gesù e a Giovanni Battista che hanno camminato su queste terre. Me li immagino scendere dalle montagne mentre chiacchierano della sera precedente, o del pranzo. Mica avran parlato sempre e solo di Dio.


La capitale della Giordania è una città immensa, un ammasso di palazzi distesi su colline invase da quasi 3 milioni di persone. Ma questo non è sufficiente a rendere l’idea del caos che si crea tra le strade del souk, un souk che onestamente immaginavo molto più “arabo” e tradizionale, ma che in realtà è semplicemente povero e abbandonato. Clacson, grida, polli vivi, polli allo spiedo, polli a shawarma. Tra i carrugi pericolanti si respira quell’aria di attentato imminente che passa attraverso le immagini dei nostri telegiornali. Per colpa loro adesso ogni auto sembra una bomba e ogni bambino un detonatore.


Torno in hotel e mi butto in sauna; mi sdraio e cerco di raccimolare tutte le mie sensazioni di questi cinque giorni. Resto concentrato affinchè il sudore che espelle le tossine e la sabbia dal mio corpo non porti via nessun ricordo dalla mia mente e non appanni nessuna immagine.


There is a place and a moment for everything.
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